DUCATI MONSTER 937

TESTER

Guardando la Monster 937 la prima cosa che salta agli occhi è il telaio che abbandona il tradizionale tubo a traliccio togliendo peso alla moto che sulla bilancia adesso pesa 166 kg a secco (circa 188 kg in ordine di marcia). Esteticamente è muscolosa, ha personalità e sicuramente vuole comunicarmi che non è una naked da passeggio, ma possiede un cuore da vera sportiva.

Già durante la spiegazione del computer di bordo mi accorgo che ha diversi accorgimenti per i veri pistaioli: si può prendere il tempo sul giro, ha il launch control per fare le partenze come un vero pilota e l’anti impennamento.

La posizione in sella è sportiva, caricata in avanti rispetto ad altre nude più “turistiche” e ci fa capire che abbiamo a che fare pur sempre con una Ducati: uno spirito nato tra i cordoli che si adatta alla strada, ma che nasconde un Dna da” teppistella”.

Ed è così che mi sento quando accendo il motore e voglio subito provare la mappa “sport”. Data la leggerezza della moto i 9,5 kgm di coppia si fanno sentire e la sensazione è quella che la strada non basti per sfogare il ruggito di Borgo Panigale.

La Monster è talmente agile e leggera che l’apertura del gas la catapulta immediatamente alla curva successiva, invogliandomi ad aprire sempre più il gas mano a mano che prendo confidenza.

Anche affrontando i tornanti non si ha alcuna esitazione, entra precisa e veloce e grazie al peso davvero contenuto si ha la sensazione di poterli affrontare più velocemente che con i modelli precedenti.

Con la mappa “touring” la moto diventa più gestibile, si guida fluida anche ad andature più turistiche e mi da l’impressione che ai bassi regimi sia più fluida fluida, mentre la mappa “sport” chiede un po’ più di gas! Con la mappa “urban” invece ci si adatta anche al traffico cittadino, (comoda anche quando piove). L’angolo di sterzo è aumentato e questo ci aiuta parecchio nelle inversioni (ne avrò fatte 1.000 per fare le foto, quindi posso assicurare che è vero!)

Non essendo abituata al cambio “quick shift” (grazie al quale si possono cambiare le marce senza l’uso della frizione) ci ho messo un po’a prendere confidenza, ma in effetti dopo averci preso la mano è comodo non dover pensare alla frizione nei cambi di marcia che sono davvero veloci! 

La moto è dotata di serie anche di traction control, wheelie control e ABS.Tutti questi controlli elettronici aggiungono sicurezza alla guida in tutte le situazioni, sia per il fondo scivoloso, sia per qualche errore del pilota.

Dopo aver smanettato un po’ con il computer di bordo per capire come funziona (ammetto di non aver letto il manuale!),  le informazioni compaiono comodamente sul cruscotto e si può  scegliere con facilità come programmare le mappe e visualizzare altri dati (magari da fermi e non mentre si guida). Le mappe si possono cambiare anche in movimento, basta lasciare il gas per far accettare la modifica.

Ho trovato le sospensioni tarate molto sportive: la Monster di sicuro vorrebbe mordere i cordoli di una pista, quindi di serie è impostata per un utilizzo aggressivo. I freni sono ben proporzionati alla spinta del motore, quindi oltre ad essere modulabili hanno anche un bel mordente e la forcella con la taratura “pistaiola” non soffre di quell’orribile sensazione di affondamento a vuoto quando si pizzicano i freni (cosa che odio nelle moto entry level, ma che per i principianti è utile per non ribaltarsi se frenano troppo prepotentemente).

Esiste anche in versione limitata a 35Kw per neopatentati, è facile e intuitiva, ma la Monster non  la si può definire di certo un entry level. Ha carattere e muscoli da sportiva, anche se grazie all’elettronica tutti oggi possono guidare una Monster, perchè se ne può rendere il temperamento meno ruggente e più domabile.

Mi è piaciuta, sicuramente in mano a chi ha già un po’ di km di esperienza garantisce divertimento e non vorreste più scendere. Ho percorso circa 200 km in poche ore e non mi sono sentita particolarmente affaticata, quindi è adatta alle gite fuori porta a cui siamo abituati, sicuramente meno ai viaggi.

L’unico difetto è che scalda parecchio nella zona dal ginocchio alla coscia… speriamo che abbia fatto bene contro la cellulite!

Quindi per concludere, che dire? Sicuramente la 937 è una teppista travestita da brava ragazza, vi farà voglia di girare la manopola del gas per sentire il motore testastretta urlare tra una curva e l’altra, ma chi lo direbbe a guardarla così? Non ha la faccia della brava ragazza?