CORSO FUORI STRADA MAXI ENDURO SUZUKI

Il terrore negli occhi ogni qual volta vedi quel brecciolino a bordo strada e subito ti irrigidisci; trattieni il respiro, eviti di piegare e imposti male la curva, per colpa del terrore di mettere le ruote sullo sporco.

Noi di donneinsella abbiamo la missione di farvi vivere in sicurezza e tranquillità la vostra passione per la moto. Per sconfiggere questo timore non vi è nulla di meglio che un corso in fuoristrada livello base.

Ed è così che la nostra inviata Miriam Orlandi prova per noi il corso Suzuki V-strom off road academy.

Il castello di Luzzano a Rovescala (PV), tra Torino, Pavia e Milano, è facile da raggiungere e soprattutto offre la possibilità di alloggio per chi arriva da più lontano.

Tralasciando la romanticheria di trovarci in un castello, è l’ambiente paesaggistico che rilassa e rasserena ed è stato scelto appositamente per offrire la possibilità di un corso che si adatti a tutti i motociclisti: neofiti, principianti o desiderosi di impegnarsi maggiormente.

Il corso di una giornata è poco impegnativo dal punto di vista fisico ed anche abbordabile economicamente (350€ corso, noleggio moto e pranzo al castello compreso), ma è più che sufficiente per tornare con un bel bagaglio di sicurezza.

Iniziamo la giornata con la parte teorica di spiegazione della moto, una Suzuki V-strom 800 DE che pesa oltre 200 Kg a secco e degli pneumatici.

Anzi no, iniziamo con la colazione nella corte del castello: ci vuole energia per fare un corso.

Nulla è lasciato al caso. La parte pratica inizia proprio dall’adattamento della moto a se stessi: parte fondamentale per un pieno controllo della mezzo.

La posizione in sella è curata nei dettagli: il meccanico “Cicci” è pronto a regolare la moto per farvi guidare al meglio. Leve, manubrio e pure una sella ribassata se ne sentite il bisogno.

Si parte con un breve tratto asfaltato, per iniziare a prendere confidenza con la possente V-strom, che si mostra da subito facile e maneggevole.

Il piazzale sterrato è ampio, con tutta la sicurezza offerta dagli spazi aperti e piatti, ma in un angolo fa bella mostra di sé la zona con la ghiaia, che io tengo ben d’occhio.

Iniziamo girando attorno ad una montagna di terra che viene lasciata ai più esperti. Prima in senso orario e poi antiorario, prendendo confidenza con la posizione di guida in piedi e ben caricati in avanti per stabilizzare l’avantreno e quindi la ruota anteriore.

Le curve si impostano in modo completamente diverso rispetto alla guida su strada: la moto si inclina e noi si resta dritti sulla verticale rispetto al terreno.

Le gambe servono per ammortizzare e le braccia pure.

Dopo ogni esercizio pausa con piccolo rinfresco a disposizione e si ricevono i dovuti consigli e correzioni. L’istruttore è Andrea Beconi, ex pilota professionista di enduro ma soprattutto persona gentile e capace di sdrammatizzare ogni piccolo errore che è chiamato a correggere.

Al secondo giro già mi sento più confidente e gli esercizi con ostacoli non tardano ad arrivare. Una scala in legno appoggiata a terra è l’ostacolo perfetto per allontanare la paura dei rami in mezzo alla strada.

La mattina è volata e ci attende il pranzo al castello, che raggiungiamo tramite un breve tratto di strada bianca, con qualche leggera salita e discesa.

Ci voleva una sosta allegra tra risate e consapevoleza che siamo qui per essere dei motociclisti migliori.

Si riparte subito con uno sterrato che ora mi sembra facile, anzi, ci sembra facile, eppure è lo stesso di stamattina ma ora siamo più sciolti e sicuri sulle pedane.

Visto come va il gruppo decidono di portarci su e giù per qualche strada con maggior pendenza, in mezzo ai vigneti, scolliniamo godendo di panorami dolcemente ondulati che rallegrano e rilassano al tempo stesso.

Le pause sono frequenti, sia per riposare che per apprendere piccole correzioni dai 3 istruttori che ci seguono.

La prima caduta non si scorda mai ed è così che tocca a me battezzare la moto sul suolo piacentino. Cosa è accaduto? Causa una striscia di fango..eh eh ..no .. causa io che non stringo adeguatamente le ginocchia al serbatoio, la moto scivola su di una striscia di fango e ci ritroviamo entrambe distese in un prato senza danni ma con qualche risata; ovviamente chiedo immediatamente una foto ricordo di noi due sdraiate (io e la moto).

Si riparte, la moto si rialza con estrema facilità, grazie al supporto degli altri partecipanti che ormai sono diventati un gruppo di sostegno reciproco.

Il rientro al castello è coronato dal meritato diploma e da un rinfresco che funge da goliardica cena dove siamo tutti un po’ più amici e un po’ più sicuri della guida in fuoristrada.

Risultato?

In una sola giornata la Suzuki V-strom off road academy è riuscita a farmi apprezzare l’agilità di una moto importante ma soprattutto mi ha resa più sicura e tranquilla alla guida di qualsiasi moto, anche su strada, anche nelle curve con il brecciolino che un tempo mi faceva così tanta paura… un tempo… praticamente stamattina.

Alla prossima.

Miriam Orlandi

Miriam Orlandi

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