DUCATI HYPERMOTARD 698 MONO

TESTER
Devo ammettere che appena salita in sella alla Ducati Hypermotard 698 Mono mi sono sentita catapultata su una moto da pista: la sella è dura, alta (904 mm) tanto da toccare solo con le punte (sono 1.70), quindi, al primo impatto, non mi sono sentita a mio agio.
Ducati ha voluto creare una Supermoto stradale con le caratteristiche della moto da pista, quindi il suo pubblico di riferimento non è certo il viaggiatore della domenica come sono io! La moto è incredibilmente leggera (solo 151 kg) e il motore è davvero potente. Mai guidato una monocilindrica con un propulsore così vigoroso (in proporzione alla cilindrata), con una spinta ai bassi e con un allungo tali da non farmi credere che avesse un solo cilindro.
Ducati ha usato materiali di prima categoria per avere un motore così leggero e anche il resto della moto è davvero di alto livello: non mi dilungo in descrizioni tecniche che non capisco neppure io, ma a quanto pare non si è lesinato su materiali e soluzioni tecniche per dare al motore la possibilità di raggiungere regimi oltre i 10.000 giri.
La prima sensazione che ho percepito è stata quella di poter entrare in curva al solo pensiero. Abituata a moto più pesanti e con una posizione in sella più arretrata con le quali bisogna “spingere” la moto verso la curva, la 698 vi farà sembrare semplicissimi perfino i tornanti e rimpiangerete di non abitare sotto lo Stelvio: sarà merito della forcella Marzocchi da 45 mm e degli pneumatici Pirelli Diablo Rosso IV, ma la moto sembra incollata all’asfalto e curva da sola! La sensazione di leggerezza è tale che nonostante l’altezza della sella, mentre scattavamo le foto in strada, fare inversione sembrava un gioco da ragazzi.
Forse avrei preferito un impianto frenante con più mordente, perchè la Ducati va talmente forte che quando si pinza forte entra subito in azione l’ABS, ma le regolazioni elettroniche sono talmente tante che credo ci si possa cucire addosso ogni dettaglio, dall’ABS ai controlli di trazione, di partenza e pure per la gestione della derapata. Di serie monta un impianto Brembo con un solo disco da 320 mm, molto modulabile.
Un’altra cosa eccezionale è il cambio Quick shift (non di serie sul base, ma questa lo aveva). Morbido, precisissimo, facile da innestare, un vero spasso per scalare le marce velocemente e non usare la frizione quando si necessita di cambi rapidi di marcia.
Questa insolita Ducati, anche se non ha neppure un appiglio per legare una tuta antipioggia sulla sella (sarò troppo vecchia per dimenticarla a casa in una giornata di ottobre) mi ha davvero colpita: non appena mi è capitato di incrociare una strada sterrata non ho esitato neppure un secondo e mi sono lanciata nonostante le Pirelli in dotazione siano praticamente delle slick e fosse pieno di fango per le piogge dei giorni precedenti. La confidenza che trasmette questa Hypermotard è impressionante. Mi sono ritrovata da sola in mezzo ai boschi in sentieri pieni di pozzanghere e fango con delle gomme lisce e non ho mai temuto di non riuscire a cavarmela, sono persino scesa spingendo la moto per affrontare dei guadi e non ho appoggiato mai la moto per terra: il peso ridotto e l’estrema maneggevolezza mi hanno fatto venire voglia di montarci sopra una gomma un po’ tassellata e farci un po’ di enduro.
Chissà se in Ducati penseranno anche una versione da fuoristrada!
In due giorni e mezzo ho percorso circa 800 km e non sarei più scesa, questa è la verità, anche se ho imprecato per la scomodità della sella, ma aveva ragione la moto, mica l’hanno costruita per farci del turismo. Però DUCATI, lascia libero un pezzettino di telaio per agganciare con un “ragno” o una cinghia almeno la tutina anti-pioggia!
Una buona notizia, se non siete almeno un metro e settanta… esiste un kit per ribassare la sella (fino a 5 cm). Se invece siete “diversamente giovani” come me rischiate di tornare dei bambini in sella alla Ducati Hypermotard 698 Mono!
FOTO BY Andrea Cremonini, Mary Girotti, Gian Paolo Sottile






























