La Via del Carbone: dove la polvere incontra la libertà
Ci sono strade che raccontano storie. E poi ci sono sentieri che le sussurrano, tra il fruscio degli alberi e il rumore sordo della ghiaia sotto le gomme. La Via del Carbone è uno di quegli eventi speciali, dove il tempo sembra rallentare e ogni curva ha il sapore di qualcosa di autentico, quasi dimenticato.
Nata come manifestazione turistica dedicata a moto da enduro stradali e crossover, la Via del Carbone non è una gara, ma un’esperienza. Un viaggio fatto di terra, boschi, silenzi e panorami mozzafiato, che si snoda tra le colline dell’Appennino marchigiano, nella provincia di Pesaro e Urbino, nei pressi di Cagli. Un percorso pensato per chi ama perdersi – per poi ritrovarsi – lontano dal traffico e dall’asfalto quotidiano.
Un’avventura per tutti (e tutte)
La particolarità di questo evento? È davvero aperto a tutti, anche a chi non ha mai provato lo sterrato. Il tracciato si divide infatti in due categorie:
🔸 SOFT – per chi è alle prime armi, o semplicemente vuole godersi il paesaggio con un ritmo rilassato, percorrendo un mix di asfalto e sterrato leggero (circa il 30%).
🔸 HARD – per i più esperti o temerari, con un 80% di fondo sterrato e strade bianche che attraversano boschi fitti, piccoli borghi e vallate remote.
Un’occasione perfetta per chi vuole avvicinarsi al fuoristrada senza pressioni, in un contesto sicuro, ben organizzato, e soprattutto accogliente anche per le donne motocicliste – spesso sottorappresentate in questo tipo di eventi.
Due ruote, tante emozioni
Quest’anno abbiamo partecipato anche noi, portando due Triumph Scrambler 400 X, leggere, versatili e dallo spirito un po’ ribelle. Una delle nostre rider era alla prima esperienza off-road. L’altra, un po’ più navigata, ha scelto la categoria hard. Due percorsi diversi, ma un’unica sensazione: libertà pura.
Le moto, seppur piccole di cilindrata, si sono rivelate perfette per questo tipo di tracciato: facili da gestire, comode anche per chi non tocca perfettamente terra (la sella è a 835 mm), e pronte a reagire con dolcezza anche nelle situazioni più impegnative.
Abbiamo affrontato salite tra i boschi, tornanti polverosi, guadi e sterrati panoramici. E ovunque andassimo, la sensazione era la stessa: eravamo parte del paesaggio, non solo attraversatrici distratte.
Non solo moto: un viaggio nell’Italia nascosta
La Via del Carbone è anche un tuffo nella storia e nelle tradizioni di un’Italia lontana dai circuiti turistici. Il nome stesso richiama l’antica strada usata dai carbonai per trasportare il legname e il carbone verso la pianura. Oggi, quegli stessi tracciati rivivono grazie a chi ha la curiosità e il coraggio di scoprirli in sella a una moto.
L’organizzazione è impeccabile: staff sorridente, tracce GPS ben segnalate, ristori, assistenza sul percorso. E la bellezza di condividere l’avventura con altri motociclisti e motocicliste, scambiandosi sorrisi, consigli e qualche aneddoto infangato alla fine della giornata.
In conclusione
La Via del Carbone è molto più di un semplice evento per appassionati: è un modo per riscoprire un rapporto più vero con la guida e con la natura. Un invito a uscire dalla propria comfort zone, senza dover essere “piloti esperti” o “enduristi duri e puri”.
Che tu sia uomo o donna, principiante o esperta, se hai voglia di sporcarti un po’ le ruote (e l’anima), di tornare a casa stanca ma con gli occhi pieni, allora è un’esperienza da provare almeno una volta.
Perché certe strade non si dimenticano. Soprattutto quelle che non trovi su Google Maps.
PS: Grazie al Motoclub Cagli organizzatore dell’evento anche per lo scaldacollo personalizzato Donneinsella (che vedete nelle foto omaggiato a tutte le donne iscritte)










































