Squadra vincente non si cambia! Dopo i fanghi della Morenica io, Mirna e Francesca non potevamo certo tirarci indietro di fronte alla polverosa sabbia del Po de L’Imponente!

Una motor adventure a Guastalla, lungo le sponde del più importante fiume che attraversa l’Italia e che vede nel 2019 la sua seconda edizione capitanata da un entusiasta Giuseppe Mandurino e da uno staff incredibile. L’evento vero e proprio si è svolto domenica 1 settembre, ma già sabato sono state organizzate diverse attività, tutte molto allettanti, alla scoperta del territorio e non solo; io non mi sono persa la chicca, ovvero un corso di enduro tenuto dal formidabile Stefano Passeri, campione del mondo, europeo ed italiano di enduro, con un palmarès da brividi ed insegnante eccezionale (al quale ho rubato qualche consiglio che presto troverete in un altro articolo! 😉 )

Da questa esperienza ho capito che in tanti sono capaci ad andare forte in moto, ma essere in grado di insegnare bene e con pazienza è tutt’altra storia!

Temperature infernali, sabbia e fatica, sono un mix letale e dopo il corso con Stefano si può dire che sarei rimasta volentieri a letto nel b&b. Ma come mancare alla meravigliosa cena con tanto di gnocco fritto e salumi locali? Del resto, bisogna ripristinare le energie per il giorno seguente.

L’indomani, alzata di buon’ora e dopo una bella colazione, ritrovo subito Mirna e Francesca, arrivate in mattinata e cariche a mille per partire per quest’avventura. Ritroviamo volti familiari e nuovi; prendere parte a questi eventi, ormai, è come essere ad una grossa scampagnata tra amici, dove sai già che si concluderà con una birra in compagnia parlando della giornata, delle avventure e delle disavventure e, ovviamente, di moto.

Si crea un’atmosfera di sana amicizia consolidata da una comune passione per i motori e le due ruote in veste di off-road ed avresti voglia che appuntamenti così ci fossero ogni weekend!

Ma veniamo al vivo della giornata di domenica. Partite entusiaste e cariche più che mai, procediamo con assoluta tranquillità per il primo tratto di percorso, una ventina circa di chilometri su 100 totali che dovremmo affrontare; i paesaggi sono tipici della pianura padana con strade bianche ben tenute, dal quale si eleva una polvere incredibile al passaggio, tanto da rendere difficoltosa la visuale sulla strada.

Dopo la tranquilla passeggiata in tutto relax ci si para davanti il primo bivio: facile a sinistra, hard a destra. Ci troviamo sull’argine e 4-5 mt di dislivello sotto di noi, a destra, inizia una distesa di sabbia, più il là scorgiamo il Po che scorre calmo lungo il suo percorso. In questa distesa sabbiosa del letto del fiume vediamo tanti avventori in moto che faticano a portare avanti i propri mezzi, altri invece, più avvezzi, procedono senza indugio galleggiando sulla sabbia. La decisione però è unanime: si va nella sabbia, vogliamo conquistare il tratto hard!

Premesso che il mio rapporto con la sabbia si fermava al secchiello e alle formine di ormai (ahimè!!) tanti, troppi anni fa, faccio tesoro degli unici due consigli che mi sono stati dati, ovvero peso indietro e gas aperto e mi butto in questo sabbioso girone dantesco. Qua vengono ad allenarsi i piloti veri, quelli che poi partecipano a competizioni come la Paris-Dakar, ed un pò di timore nell’affrontare un simile terreno c’è, ma del resto se non ci si butta come si fanno a fare nuove esperienze ed arricchire il proprio bagaglio motociclistico?

Capisco il perché una preparazione fisica adeguata sia estremamente importante, sia per gestire la moto su terreni difficili come la sabbia (tenere la moto in traiettoria richiede un gran lavoro di spalle e braccia), sia per sapersela cavare nelle situazioni di difficoltà.

Scendiamo l’argine e subito la differenza di terreno si fa sentire eccome, apro il gas, cerco di tenere una traiettoria dritta, ma davanti me un altro partecipante cade, mi vedo costretta quindi a rallentare bruscamente con conseguente moto che decide di spiaggiarsi e distendersi un poco al sole. Ora immaginate lo scenario: bardata di tutto punto con casco, protezioni, zainetto idrico, scarponi da off-road e tutto il resto, il sole a picco ed una temperatura decisamente sopra i 30°C, una distesa di sabbia talmente fine ed impalpabile che se la prendi in mano e la strizzi in un pugno ti scivola via tra le dita e la vostra moto lì, per terra, spiaggiata appunto e voi che dovete tirarvi su sti 130kg di ferro da sole. Ecco, penso di aver reso l’idea! 😀

Tirata su la moto guadagniamo il bagnasciuga, dove la sabbia bagnata rende decisamente più semplice e veloce l’andatura e percorriamo il tratto che ci separa dalla risalita sull’argine. Per risalire bisogna nuovamente percorrere il tratto sabbioso e quindi risalire il dislivello dell’argine. Questa volta aspettiamo di avere via libera, apriamo il gas e riusciamo a risalire senza fermarci, acclamate come se avessimo appena concluso la Dakar!

Ripreso fiato riprendiamo il percorso affrontando gli altri due tratti hard: ormai non ci ferma più nessuno, passato il primo e capito come muoversi sulla sabbia, gli altri due li affrontiamo senza problemi. Arriviamo al ristoro che il più è fatto, gli ultimi 20km che ci separano all’arrivo ormai sono un defaticamento da godersi con tranquillità, ma non prima di aver affrontato la prova speciale, ovvero percorrere un tratto prestabilito entro in 15 secondi.

Giunte di nuovo a Guastalla, stanche, impolverate, ma decisamente contente e divertite, ad accogliere tutti i partecipanti un buffet degno di un matrimonio allestito all’interno della corte di palazzo Gonzaga, nel quale sono avvenute anche le premiazioni.

Le quote rosa erano decisamente poche, solo noi tre le partecipanti, ma si spera di vedere qualche altra donna nella prossima edizione che voglia avventurarsi tra le sabbie del Po, perché l’affrontare la sabbia e le difficoltà, mettersi in gioco in qualcosa di nuovo e mai fatto finora, dà una carica di adrenalina che solo provando si può capire, senza sottovalutare il fatto che si incontra una grande nuova “famiglia” a Guastalla, dove Giuseppe, da buon padrone di casa, e il suo staff sapranno accoglierti (e viziarti) come in pochi altri posti.

Sofia Avondo

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