Mugello 2015. Donneinsella c’è!

Andare a vedere la Moto GP al Mugello si sa è il sogno di molti. Sogno realizzatosi quest’anno per ben 120.000 persone che hanno letteralmente invaso i prati dello storico circuito in attesa di un sabato sera da leoni (arrivare il sabato e sfasciarsi la sera è d’obbligo) e di una gara alla Domenica tutta da vedere.
Nel frattempo Barbara ed io, in veste ufficiale di “Donneinsella infiltrate”, ci siamo godute due giorni all’interno del paddock, l’area riservata ai team ed agli ospiti degli stessi. E qui, in questo mondo a parte fatto al 99% di giapponesi, italiani e spagnoli, vivi un campionato in parallelo come immerso in una bolla, o meglio, come fossi nell’arena visto che tutt’attorno ci sono appunto i 120.000 di cui sopra!

Allora diventi improvvisamente una groupie a caccia di piloti e volti noti e un po’ come con le figurine punti chi non hai. Dunque, ok Vale ce lo ( 3 ore di attesa lo scorso anno possono bastare), poi Marquez intervistato da Valery Sport, Iannone quando non era ancora il “grande Iannone” ad un evento con Ringo, new entry nelle figurine di quest’anno i piloti del team Suzuki e del team Pramac Ducati, poi
le calze di Cruchlow (che si sia offeso perché gli ho fotografato prima i calzini e se n’è andato?), De Angelis e non ricordo chi altro.
Scherzi a parte, è veramente emozionante poter vivere da vicino la vita ai box, dove gli ingeneri ai software sembrano intenti a perfezionare l’aerodinamica di un razzo (in parte è proprio così) e dove su ogni singola moto ci sono almeno 7 o 8 meccanici all’opera. Tolta la carena le moto sembrano dei cyborg e poco hanno delle moto come le intendiamo noi comuni mortali. Poi ascolti i commenti di “gente che ne sa” e tu li guardi ad occhi aperti assorbendo più dettagli possibili. Per esempio hanno detto che Vale è stato un grande in gara perché davanti allo stesso errore di Marquez (quando la moto supera l’angolo max di inclinazione automaticamente decellera) è stato capace di appoggiare il ginocchio a terra per far leva sullo stesso e raddrizzare la moto e riprendere la sua gara, mentre Marquez è semplicemente scivolato via come fosse sul burro.
E poi ancora nei paddock c’è l’area hospitality, fatta più di persone che di marchi con cui passi il tempo a chiacchierare aspettando la gara (un grazie triplo a Suzuki , Pramac e Lcr per l’accoglienza) e dove puoi incontrare mostri sacri del passato come Ángel Nieto secondo solo a Giacomo Agostini per numero di titoli vinti.

Insomma, due giorni perfetti, con unica nota dolente. A gara terminata ormai da 5 ore, una coda infinita di auto tutte dirette in autostrada. Ragazzi giuro, c’è una parallela stupenda che porta ad Imola andando per il Passo del Giogo… giuro si può fare anche in macchina ed è bellissima lo stesso!

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