Si è conclusa di recente la quarantesima edizione del Motoraduno dello Stelvio. Tra le migliaia di persone presenti quest’anno c’eravamo anche Tulia ed io ospiti del Gruppo Suzuki.  Siamo partiti da Milano e, dopo un inizio tour “benedetto” da una bomba d’acqua degna del suo nome,  proseguivamo, capitanati da Marco Quaglino, responsabile Vendite Italia, verso Lecco. Breve pausa “merenda” e via verso Sondalo dove ogni anno viene allestito il villaggio base del raduno. Qui ci aspettava Silvia Procacci, responsabile marketing Italia, con il resto dello staff Suzuki per il pranzo che non poteva essere se non a base di pizzoccheri, grigliata e polenta! Al villaggio abbiamo incontrato anche diverse Donneinsella,  l’amica Maddalena Corvaglia madrina dell’evento e i “nostri” Fausto Ricci e Marco Lucchinelli in visita per l’occasione.

Nel pomeriggio il nostro gruppo che ha visto partecipe anche il nuovo vice presidente Tomoki Taniguchi, per tutti semplicemente Tom, ripartiva per uno splendido giro tra Svizzera e Italia diretti verso lo Stelvio,  secondo valico più alto d’Europa con i suoi 2770 metri. Abbiamo risalito il fronte lombardo per poi percorrere il versante trentino per un totale di ben 84 tornanti di cui, devo ammetterlo, alcuni chiusi a destra ancora mi infastidiscono! Ma sto guidando una SV , semplice facile e pronta alla ripresa, quindi no problem. A parte questo, il giro è stato spettacolare. Proseguivamo poi verso Glorenza e Sta. Maria Val Müstair in Svizzera, affrontando un altro passo,  l’Umbrailpass, per arrivare a Cepina dove alloggiavamo.  200 km di benessere, curve, allegria e un po’ di stanchezza! Tempo ovattato, nuvole, neve e qualche grado in meno avevano contribuito a rendere la giornata un’esperienza fuori dal tempo.

La sensazione che non dimenticherò – commenta Tulia – è quella di sorpresa e stupore che mi assaliva ad ogni curva quando guardavo giù, ad ammirare le strade tortuose scavate nel fianco della montagna. E in cima l’emozione è ancora più amplificata, di chi soddisfatta quei tornanti li ha già percorsi e si guarda intorno a godersi il panorama. A destra e sinistra ancora Alpi, imbiancate dal ghiaccio, a far da cornice al cartello stradale con l’indicazione del passo: la foto di rito è d’obbligo!

La sera, nonostante la partita dell’Italia non ci avesse certo aiutato, il clima è stato veramente piacevole e rilassato e, a parte qualche difficoltà nel tradurre a Tom e al designer giapponese il menù in inglese ( vi vorrei vedere a spiegare cosa sono l’ossobuco, le verze o il brasato!), sono rimasta molto colpita dalla divertente e ben organizzata serata, ok, anche in parte merito del buon Inferno, vino rosso tipico della Valtellina, che abbiamo tutti abbondantemente gradito!

L’indomani, alcuni cominciavano a scendere verso Milano e altri facevano ritorno al raduno come noi. Ma dopo un breve giro di saluti ripartivamo anche io e Tulia. Una delle due, non io, voleva fare a tutti i costi il passo di Gavia, ma abbiamo optato poi per un giro super relax dirigendoci a Tirano e proseguendo per la valle che da Poschiavo sale verso il Passo del Bernina. Il tempo era stupendo ed il bellissimo paesaggio svizzero si mostrava in tutta la sua perfezione. Si potrebbe definire il tour perfetto se non fosse per la paura che aleggia costantemente in Svizzera di prendere una multa salatissima, o ancor peggio di farsi ritirare la moto! Come molti sanno infatti qui la polizia è veramente poco clemente nei confronti degli eccessi di velocità. Ed il limite è spesso di 80Km/h…

Rientriamo in Italia e possiamo accelerare almeno un po’ dirette verso Como dove contiamo di arrivare per un aperitivo lungo lago.  E così facciamo, ci sediamo felici su un bar che si affaccia sulla riva a goderci il tramonto con i sorrisi stampati sulla faccia. Cos’altro aggiungere, un week-end veramente al top!