II°MOTOBIVACCO DEL 6% VENETO

Un incontro di motoviaggiatori, racconti e passioni attorno al calore del falò

Potrei raccontarvi di un viaggio pazzesco e avventuroso per raggiungere il secondo motobivacco organizzato dal 6% Veneto a Roana, ma questa volta no!

E’ molto raro, ma sono ad un tiro di schioppo e addirittura una vocina mi istiga dicendomi “va in bici, son sempre due ruote”, ma non cedo alla tentazione! Andrò in moto!

Sabato 15 Febbraio 2020

Al primo motobivacco dello scorso anno non potevo restare per tutta la serata né tantomeno accamparmi, ma questa volta saranno con me tenda, sacco a pelo invernale e tutto quello che serve per accamparmi.

Grazie alla capienza del mio storico bauletto e del borsone da legare sulla sella, mi porto l’inseparabile caffettiera, un salame nostrano, un barilotto da 5l di birra e per essere anche po’ salutisti peperoni e zucchine: mai presentarsi a mani vuote!

In poco meno di mezz’ora arrivo a destinazione: Camping Primavera di Roana nel cuore dell’Altopiano di Asiago. Ormai il sole è già calato e purtroppo arrivo con il buio, è stato impossibile partire prima.

Scaricata la moto mi avvio al bivacco; una parte di motoviaggiatori è davanti alla griglia; un bel fuoco scalda l’atmosfera e qualcosa sta già sfrigolando. Gli altri sono intorno al grande masso adibito a tavolata: chi affetta, chi cucina sui fornelletti da campo e chi distribuisce birra o vino.

Annuncio velocemente il mio arrivo e mi metto subito a montare la tenda. Se non lo faccio subito, so già che rischio di dover fare tutto a notte inoltrata con grande stanchezza e con qualche birretta in corpo, sempre meglio montare tutto appena si arriva.

Sono 8 anni che non montavo la mia amata tenda, dopo la nascita del mio primo bimbo non ho più avuto occasioni. Qualcuno mi chiede se ho bisogno di aiuto ma gentilmente declino. Le mie mani ricordano ancora i passaggi e in pochi minuti il mio rifugio è montato, il materassino lo gonfierò più tardi.

Ora è il momento di entrare nel cuore dell’evento presentandomi con le vettovaglie che ho portato.

Il motobivacco è un intreccio di viaggiatori, di racconti, di sguardi che brillano in chi racconta una sua avventura.

Gli aneddoti si susseguono uno dopo l’altro e l’intesa si rafforza. Questo volersi ritrovare spinge “persone apparentemente tranquille” ad affrontare freddo, neve, ghiaccio e centinaia di km per il semplice desiderio di ritrovarsi, conoscersi e confrontarsi con i propri simili.

C’è chi è stato all’Agnellotreffen di quest’anno ma che là non ho incrociato, chi ama follemente la sua moto non gialla ma color uovo sbattuto, chi ha fatto lunghi viaggi invernali e progetta la Russia e chi Caponord e tanti, tanti altri ancora.

Mi perdo tra viaggi, avventure, esperienze e molte, molte risate.

Pian piano, con il calare delle temperature e dell’umidità, ci si avvicina sempre più alle braci. Viene acceso anche l’altro falò, siamo circa una ventina di persone e non ci stiamo tutti attorno ad uno solo. Ogni tanto qualcuno scompare, per poi riapparire subito dopo con un po’ di legna tra le braccia.

I minuti e le ore scorrono veloci mentre la brina pian piano inizia a ghiacciarsi sulla quindicina di tende montate e sulle nostre moto.

A notte inoltrata, pian piano buona parte di noi inizia a salutare e sbadigliando si infila nella propria tenda. Quando decido di andare anch’io l’inconveniente presenta il conto, il materassino ha deciso di cedere in modo totale e senza speranza.

Almeno sotto al materassino avevo messo una coperta e grazie al sacco a pelo tecnico non ho avuto freddo, solo qualche indolenzimento e un amico che ha condiviso con me la disavventura si è dovuto incastrare tra le numerose pigne che, ahimè, non ho pensato di togliere: tanto avevo il materassino alto!

Domenica 16 Febbraio 2020

Dopo una tranquilla dormita, un tenue sole fa capolino e pian piano raggiunge le tende che brillano di brina gelata e uno alla vota tutti si svegliano. Ben presto iniziano a borbottare le caffettiere, a saltare le uova con pancetta e aperti i crostoli.

La colazione è servita!

In pochi minuti smonto la tenda e ricompongo i bagagli. I saluti si prolungano con la speranza di rivedersi presto condividendo le date dei prossimi eventi , itinerari di viaggi e progetti futuri.

La promessa è di rivedersi presto, dove e quando?

Chi lo sa … ovunque e in ogni tempo…

Elena Celada

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