Sono passati quasi dieci anni da quando pensai per la prima volta di partecipare all’Elefantentreffen. All’epoca volevo andarci con altre motocicliste, un camper e due Van Van Suzuki da guidare a turno. 

Ciò che è rimasto di quell’idea sono le Van Van, che nel frattempo sono diventate delle 200 di cilindrata e non 125 e il fatto di volerci andare in compagnia. E così Barbara e io siamo partite per raggiungere il tanto conosciuto raduno.

Ecco com’è andata.

ITINERARIO

San Bernardino si o no? Meglio Brennero  dall’asfalto più pulito e sicuro? Fare una tappa o macinare i quasi 800 KM in una sola volta? 

 

Giovedì 26/01/2017  (Oltre 400 km percorsi) Velocità media: 90 km/h  max 110 km/h

5 pieni benzina  circa € 9  x 2 moto (moto dai bassi consumi ma a velocità max fa circa 110 Km con un pieno 6 litri) 

Vignette per l’autostrada Austria  € 5,10  x 2  Pedaggio autostrada Milano – Brennero: € 27,30  x 2 

Pedaggio Ponte Europa circa €10 x 2

Ore 12.00: Partiamo decisamente in ritardo sulla tabella di marcia dalla Scuola Moto di Milano dove le nostre moto sono state preparate. Valeva la pena aspettare per viaggiare con i cupolini appena arrivati e montati subito da Luca e Gianluca mentre Marco, il terzo titolare della Scuola,  teneva un corso a dei giovani futuri meccanici. 

Decidiamo all’ultimo di fare la “via tranquilla” quindi autostrada per il Brennero. Non erano previste nevicate ma sui Passi si sa può cambiare tutto da un momento all’altro e abbiamo preferito non rischiare. Comunque, la prossima volta, a meno che non sia prevista una bufera di neve, San Bernardino tutta la vita! Paesaggi più belli e zero spese di autostrada.  Le ore passano, fa freddo ma davvero lo gestiamo molto bene visto il nostro equipaggiamento. Verso sera si alza un leggero vento gelido che unito al buio e alla fame ti fanno venire solo voglia di arrivare a destinazione.

Ore 20.00: Arrivo a Innsbruck.  Arriviamo che è già buio da un bel po’, le strade sono pulite ma gelate (siamo circa a -8/9°) quindi bisogna fare attenzione soprattutto nelle curve. Arriviamo cotte all’hotel , parcheggiamo le Van Van nel cortile interno ” al sicuro”,mangiamo la cotoletta più buona del mondo (quando si ha fame e si è stanchi sapete com’è), doccia, ricarichiamo gli interfono e crolliamo a dormire.

Venerdì 27/01/2017 Circa 300 km percorsi Velocità media: 60 km/h su strada statale

2 soste pieno benzina  (consumi dimezzati a velocità ridotte) – Autostrada gratuita in Germania

 

Ore 10.00: Partenza da Innsbruck

Partiamo, con un sole spettacolare, in direzione di Monaco. In una delle fermate per fare rifornimento incontriamo dei ragazzi ,Danilo, Alessio e Cris con la nostra stessa velocità di crociera. Ci aggreghiamo a loro lasciando l’autostrada  a Rosenheim per percorrere 70 km in meno (anziché proseguire per Monaco)  e strade più piacevoli dai panorami innevati fino all’arrivo.

Ore 16.30/17.00: Arrivo all’Elefantentreffen!

Riusciamo ad arrivare sotto la mitica scritta all’imbrunire ed in un attimo è già notte. L’atmosfera è ovattata, non ci sono i soliti frastuoni da raduno. Molta gente che cammina ma nulla di esagerato.

Troviamo gli amici di tendate di Barbara che praticamente ci “teletrasportano” in buca con le Van Van (molti parcheggiano le moto nella zona alta del raduno per non dover affrontare la risalita ).  Beviamo una cosa in compagnia e ce andiamo a zonzo. Ci sono gruppi che arrivano il lunedì e si fermano tutta la settimana. Tendate in stile militare ma super attrezzate e accessoriste.

La maggior parte dei presenti sono Tedeschi o Veneti , ma si incontrano anche altre etnie. Non ci sono spettacoli, non c’è nulla di organizzato.  Sei container in tutto : tre bar, due per i servizi e uno per comprare i souvenir, e stop. I bar sono frequentati ma la stragrande maggioranza  si crea la propria festa attorno al proprio fuoco.  Una sorta di mega villaggio sotto zero dove la maggior parte dei personaggi sembra uscito da un film della seconda guerra mondiale.  Non sapevo cosa m’aspettassi, ma sicuramente qualcosa di più organizzato e aggregante. Ma probabilmente il bello è proprio questo. I “puristi” che vengono qui vogliono solo riposare, bere, mangiare attorno al fuoco e fare chiacchiere tra amici.  Comunque, sono tutti molto ospitali e cordiali,  i profumi delle varie grigliate e la nebbia dei falò si alzano nell’aria e noi non possiamo che seguirne le scie!

La serata passa così, camminando e chiacchierando qua e là,  ma è ora di tornare alla “nostra” tenda che brilla da tanto freddo fa (tenda già montata e utilizzata dal gruppo di amici come deposito e dove per una notte ci siamo depositate noi!). Apriamo i sacchi a pelo, ci infiliamo quasi del tutto vestite e ..buona notte!

Sabato 28/01/2017  

Il risveglio non è dei migliori, la notte credo si siano toccati i-18,  i nostri sacchi a pelo hanno tenuto bene ma il materassino no! Quindi era come dormire su un terreno gelido. Ci siamo imbottite di scaldini termici ed è andata meglio. Non avessimo avuto i sacchi a pelo tecnici non so come avremmo fatto! Inoltre, per non montare la tenda ci siamo sistemate in una “fetta” di tenda non proprio isolata del gruppo di amici di Barbara. 

Dopo uno stordimento iniziale e un tentativo di vestirci dentro il sacco usciamo e vediamo per la prima volta alla luce del sole “la buca” piena di tende e falò quasi spenti. Ne approfittiamo per fare un giro del vicinato e salutare un po’ delle persone che nella notte erano più sagome . La maggior parte sta ripartendo ed il divertimento sta nel vedere (tanto tra un po’ tocca a noi…) Giriamo compriamo toppe e tazza ( e come più di qualcuno ci ha fatto notare ci abbiamo messo mezz’ora per scegliere! Torniamo alla nostra postazione, Fillippo e i suoi amici ci aiutano ad “evacuare” dalla buca. Grazie ragazzi!

Ore 16.00  Partenza dalla buca

Ce ne andiamo, la cosa più impressionante è vedere la quantità di gente a piedi arrivata per vedere lo spettacolo. Come se quella ex cava rappresentasse un mondo talmente lontano dalla maggior parte della gente “nomale” da dover essere visitato…un po’ come si andrebbe allo zoo insomma.

Ripartiamo ma avendo la connessione fuori uso e poca benzina, usciamo al primo paesino dopo circa 100 km dalla partenza (fino a Monaco non ci sono distributori in autostrada). Facciamo rifornimento, ci scaldiamo un po’ (siamo a -15°C) e mangiamo un boccone al volo, dato che al raduno non abbiamo pranzato ed eccolo che arriva.

Sì proprio lui, il “crollo” di stanchezza. Tenendo conto che abbiamo dormito decisamente pochino in tenda, decidiamo saggiamente (strano,  non è da noi!) di fermarci al primo albergo, doccia, nanna e pronte per una “tirata” i giorno dopo, ma almeno ben riposate. 

Ore 19.30: Ci fermiamo quindi a Worth a.d.Isar per la notte.

 

Domenica 29/01/2017 600 km percorsi, 10 ore di viaggio, 3 pieni benzina.

 

Ore 10.00: Partenza  direzione Valico del San Bernardino (tunnel o Passo lo decideremo a seconda dell’orario)

Ripartiamo, di solito rimaniamo in contatto con gli interfono per i primi incroci, poi ognuna si isola nel suo mondo fino a nuova comunicazione. Guidiamo e cantiamo, si sta bene, la temperatura si alza improvvisamente verso Monaco.

Ore 15.00: breve sosta a Lindau, sul lago di Costanza. Meriterebbe una visita, ma è tardi. Un panino al volo e via verso il San Bernardino. E’ bello vedere come la gente ci guardi e sorrida. Ci chiedono da dove arriviamo, se viaggiamo sole, che moto sono anche se con gli elefanti aggrappati sulle nostre borse in moti lo capiscono.

Ore 17.30/18.00: arrivo al bivio per il passo … ok, facciamo le brave, scegliamo giocoforza la galleria.

Andiamo piano, è praticante già buio, stiamo attente al ghiaccio che si sta formando sull’asfalto. Ci guardiamo intorno, il paesaggio è lunare, cielo terso e tutto bianco intorno … non resistiamo, ci fermiamo ancora una volta per una foto!

Ore 20.30 Arriviamo finalmente a Milano e come al solito, già parliamo del prossimo viaggio che vorremmo fare.

Ripartiremo anche subito…magari dopo una doccia ed una zuppa calda!