Donneinsella, community delle due ruote al femminile il cui fiore all’occhiello da più di dieci anni rimane la scuola moto per imparare da zero e conseguire la patenteA, si occupa anche di viaggi, eventi, experience in moto e di tutto ciò che possa interessare la vita della motociclista.

GARE DI REGOLARITA’

Menzione speciale va alle gare di regolarità.

Possono essere di varie tipologie, on o off road, da fare in team o da soli,  di più o meno giorni e con moto di ogni tipo (di recente ne abbiamo fatta una anche con moto d’epoca ma ve lo racconto un’altra volta).

Quel che alla base accomuna queste gare è “l’ingarellamento” ovvero l’atteggiamento tipico del motociclista che una volta in sella non pensa ad altro che a guidare– e che colpisce davvero tutti!

La cosa strana è che si tratta di gare spesso amatoriali il cui fine non è la velocità, a cui tutti dicono di partecipare  per il piacere di fare un viaggio ma che dopo poco si trasforma in una corsa con l’unico obiettivo di correre verso il punto di controllo successivo! 

Ci sono intervalli orari da rispettare al minuto, passaggi obbligatori da fare, chiese o piazze nascoste da trovare. Insomma una sorta di caccia al tesoro, condita da immancabili sveglie all’alba e giornate intere da passare in sella alla moto. Cosa per lo più fantastica che può diventare estenuante quando il clima ti si mette contro o non ti senti al massimo e devi andare avanti lo stesso.

 

Vi chiederete- ma chi te lo fa fare?  Beh me lo chiedo continuamente ogni volta che mi trovo coinvolta in un’ esperienza del genere.

Ed ho capito che il piacere di un viaggio mixato a fatica, competizione e difficoltà rende tutto ancora più vivo e unico. Siete d’accordo?

CHICA LOCA – MAROC EDITION

Chica Loca fa parte di questo tipo di avventure. 

Dieci giorni di viaggio molto intensi, di cui sei di gara.

Tutte queste premesse e poi si parla di soli sei giorni penserete? Sì ma di quelli talmente intensi da sembrare eterni e talmente adrenalinici da farti provare emozioni sufficienti per un anno intero.

Unica controindicazione: dipendenza da viaggio e voglia di ripartire immediatamente! 

Chica Loca, ideata dalla campionessa di Enduro Enrica Perego,  è alla sua prima edizione. Ricordo la telefonata di mesi fa quando Enrica mi disse: “Vorrei fare una gara amatoriale al femminile principalmente off-road che sia impegnativa ma fattibile da tutte coloro che abbiano un buon livello di guida. Insomma non serve essere delle campionesse ma saper guidare bene almeno su strada. La gara si svolge a team di due o in solitaria. I posti sono pazzeschi. Fai un team Donneinsella?

Vediamo, i costi sono elevati, non abbiamo al momento budget, né le moto giuste e neanche l’abbigliamento. Quindi che si fa? Si partecipa? Ma certo!

Partiamo dalle basi: trovare le perfette Donneinsella per quest’avventura.

Qualità richieste: precisione, pazienza, attitudine a lavorare in team, resistenza alla fatica, capacità di lavorare in team, orientamento, vitalità oltre ovviamente ad essere dei gran manici! 

La ricerca si conclude con la scelta di Federica ed Elisa. Un mix di sregolatezza ed equilibrio, come il diavolo e l’acqua santa, il bianco e il nero, che insieme hanno funzionato davvero bene. Con loro anche la sottoscritta (mica potevo perdermi un’esperienza del genere) assieme a Vittoria, producer del format Chica Loca, visibile su Moto.it, a comporre il team #25 .

 

Team Donneinsella #21 Elisa e Federica

Elisa: ”Indipendentemente dal risultato siamo state tutte quante delle grandi, abbiamo resistito alla fatica, alla stanchezza, a calore molto intenso e a freddo penetrante, abbiamo riso assieme e ci siamo aiutate, consigliate, confidate… Credo fermamente che noi Donne abbiamo 10 marce in più, e che se riusciamo a collaborare veramente, ad incastrarci compensando l’una le mancanze dell’altra, siamo capaci di qualsiasi cosa. Noi ci abbiamo creduto ed è stata un’esperienza che lascerà il segno”.

 

Federica: “Quella domenica sono arrivata a fine giornata dicendo –Questo è stato il giorno più bello della mia vita-.
La mattina dopo è sorto il sole, abbiamo corso in moto, è scesa la sera… e mi sono detta che anche quello, era stato il giorno più bello della mia vita. E mi sono ripetuta la stessa cosa la sera successiva. E quella dopo ancora.

Abbiamo dormito ogni notte in un posto diverso, abbiamo corso ogni giorno su un terreno diverso. Ho guardato il Marocco con occhi entusiasti ed emozionati, come una bambina che vede qualcosa per la prima volta. Infondo era così.
Ho visto gli stessi paesaggi che si vedono nei film ma senza schermi, ho visto il cielo dipingersi di albe e tramonti così intensi che non ve li saprei raccontare, ho visto bambini che non ci avevano mai visto, e mi ha dato i brividi.
Ma soprattutto ho visto il coraggio, la forza e la determinazione, prendere tratti umani e nomi di donna. E quelle donne erano con me.
Donne normali, donne qualunque, donne come prova che non c’è nulla che non si possa fare, nessun limite che non possa essere superato. Donne che sicuramente di qualcosa avevano paura perché la avevo anche io, ma mi è stato insegnato che l’importante è come reagisci, e noi abbiamo preso le nostre paure e le abbiamo trasformate in sfide e vittorie.
Ho imparato qualcosa da ognuna di loro perché poi una donna è così, ti insegna anche nel silenzio solo con l’energia che emana, ti insegna perché sceglie le parole giuste al momento giusto, ti insegna con i piccoli gesti perché dove gli altri si dimenticano, lei colma i vuoti… senza mai chiedere nulla in cambio.”.

E questa prima edizione di Chica Loca, per me, la abbiamo vinta tutte, tutte insieme!

PREPARAZIONE AL VIAGGIO E PERCORSO

Avevamo deciso il team ma mancava ancora tutto il resto! Dai voli aerei, alle moto al budget. Poche settimane per organizzare last minute una spedizione di quattro componenti.

Pezzo dopo pezzo il puzzle si compone. KTM fornisce allo squadrone le moto giuste, 4 Freeride 250, moto davvero perfetta per divertirsi, semplice e immediata.

Poi abbigliamento traspirante e leggero per il caldo, stivali da off roadtelecamerine per riprendere tutto ma anche sacco a pelo per la tendata nel deserto e l’immancabile zainetto camel back per bere durante tutto il giorno. In valigia, oltre a questo una tuta, felpa, infradito e poco più.

Magari un imodium, un aspirina e un antidolorifico portiamoli che non si sa mai 🙂

La fase di preparazione avrebbe previsto anche lo studio di alcune frasi in francese del tipo “ Mi sono persa” o “ Come si arriva a ?” ma la nostra Elisa lo parla perfettamente quindi top. Anche un pò di preparazione fisica specifica non sarebbe guastata, soprattutto considerando che a parte Elisa, siamo partite tutte parecchio a digiuno di off road, non a caso i muscoli delle gambe dopo un giorno urlavano già.

 

Il percorso sviluppato ad anello, composto da sei tappe ciascuna di circa 200 Km, ha preso il via da Marrakech, più precisamente dal Parco di Terres d’Amanar a Tahannaout, scendendo fino a Tagounit per poi risalire lungo la Valle del Draa, valle caratterizzata dal palmareto più grande del mondo.

Un itinerario davvero spettacolare in quanto a natura e paesaggi. Abbiamo attraversato in off-road i monti dell’Atlas fino a Ouyunin fino ad arrivare a Taliouine,  terra dello zafferano.

Giorno dopo giorno abbiamo affrontato qualunque genere di suolo: dalle pietraie scivolose e appuntite ai uadi dei fiumi con ciotoli grossi e lisci pronti a farti cadere ad ogni metro, dagli sterrati polverosissimi tra i palmareti, alle zone secche a tratti fangose del lago salato. Ci siamo inerpicati per mulattiere disconnesse e argillose, e spesso mi sono chiesta come avremmo fatto se avesse piovuto. Cosa che accadde, ma solo al nostro arrivo a Marrakech quando finalmente vedremo la sua variopinta e magica piazza ricca di storia e venditori! 

Ma non ci sono sterrati o palmareti che tengano davanti alla maestosità del deserto la cui energia ti colpisce e riempie l’animo anche se non vuoi.

Bivacchiamo tra le dune nell’Erg di Chigaga dove arriviamo nel pomeriggio. Ci lanciamo tutte come pazze a scorrazzare fra le dune nonostante l’inesperienza della maggioranza di noi.

Sudi e il cuore ti batte forte, acceleri lanciandoti in discesa per non affondare nella sabbia e ti viene da urlare tanto sei carica. Ti guardi attorno, cerchi di capire l’angolazione giusta in ogni mossa per non rotolare rovinosamente. Ci fermiamo stanche richiamate all’ordine per montarci le tende. 

Scende il sole, cerco un mio posto per godermi il tramonto e ringraziare il cosmo che mi ha dato così tanto.

CLIMA E CIBO

Si può dire che il clima sia stato variegato almeno quanto il panorama.

Di giorno credo raggiungessimo i 35°, mentre la sera, si sa, l’escursione termica ti fa presto dimenticare il caldo sofferto. Il mese di Ottobre inoltre è caratterizzato da fortissimi venti da cui siamo state letteralmente assalite per due giorni. In quel caso guidare diventa ancora più difficile, la sabbia si alza, ti entra dappertutto, gli occhi bruciano, fatichi a respirare e non vedi più nulla.

Ad esser da soli diventerebbe davvero pericoloso.  Non saprei però se è stato peggio della nebbia incontrata nelle prime ore di guida di una mattina o gli zero gradi toccati sempre alla partenza in una strada montana percorsa per raggiungere Zagora. Davvero insopportabili considerato il nostro abbigliamento.

 

Il cibo è ovunque gustoso e speciale, ma vi presento due protagonisti indiscussi della tradizione!

La Tajine, tipica terracotta marocchina utilizzata  per cucinare , con un pò di fantasia la pentola a pressione di una volta o il microonde di oggi, viene proposto ripiena in vari modi, tra cui,  il più comune è senz’altro quello con carne, cous cous e verdure.

Buonissimo il primo giorno, buono il secondo, al terzo comincia a starti un pò stretto, giunti al settimo lo vorresti lanciare in testa al cameriere. Certo, ci sono anche ottime zuppe, polpette di carne o altro, ma stai pur certo che alla fine quando meno te lo aspetti, sul tavolo comparirà sempre lei (o lui?), ovvero una gigante tajine con il mondo dentro!

Un altro must indiscusso, un classico intramontabile, il tè verde alla menta dolcissimo te lo offrono da che scendi dall’ aereo a quando riparti (a ben pensarci strano che non ci sia sul volo). E’ buonissimo, crea decisamente dipendenza, potrebbe cominciare a darti a noia per la quantità di zucchero ingerita diciamo dopo il 5° bicchierino nell’arco della giornata?

Vorrei anche chiedermi, ma non lo faccio, se l’acqua la facciano bollire e come lavino i bicchieri ma appunto, non me lo chiedo!

LA GARA

Ma entriamo adesso solo per un attimo nel tecnico della gara.

Ogni sera Enrica procedeva con la classifica provvisoria e la consegna di roadbook e navigatori con le tracce caricate per il giorno seguente.

Il foglio del roadbook recita così: -Parco moto ore 8:00 partenza 8:30, C0 25 min e così via-.. ehm cominciamo bene, penso io, non ho capito niente! Andrà meglio con i GPS. “ Allora ragazze le tracce sono caricate, per cambiare basta schiacciare il primo tasto tre volte, quello al centro una, nel menu con venti voci schiacci il penultimo e siete pronte a partire. Semplice! Ah e mi raccomando allo zoom, se inquadrate troppo o troppo perderete facilmente la traccia e poi tornare indietro è un casino. Comunque non vi preoccupate, c’è la macchina dell’assistenza che fa da scopa quindi vi trova prima o poi…sempre chenon abbiate sbagliato strada”. Giuro è andata davvero così.

Ma poi dopo un primo brusco impatto, tutto si è poco alla volta chiarito. Per fare una sintesi, ci sono varie sigle che indicano delle azioni ben precise:

 

PS (Prova Speciale). Una parte di percorso in cui bisogna seguire la traccia al dettaglio. Più metri si sbagliano più penalità si prendono.

CO (Controllo Orario). Bisogna arrivare al punto indicato entro un determinato intervallo orario che ti devi calcolare tu sulla base del tuo orario di partenza e sommando i successivi parziali. Si può di solito arrivare prima ma non si può assolutamente partire prima. Altrimenti penalità.

CP (Controlli di Passaggio). Per andare dal punto A al punto B ci potrebbero essere più alternative, con il Cp ci si assicura che il concorrente passi per la strada presenta. Anche se non ci guardavamo bene dal cambiare rotta nel bel mezzo del nulla!

WP (Waypoint), questi sono indicati nel GPS e segnalano punti particolari, dove possono esserci pericoli o meraviglie da vedere.

RIF Rifornimenti benzina obbligatori. In una situazione come la nostra, con moto dal serbatoio minimo e decisamente senza pompe di benzina a portata di mano è obbligatorio rispettare i punti di rifornimento indicati. Il che spesso voleva dire che avresti trovato Enrica con il furgone pieno di barili di benzina e un tubo di gomma pronta a farci rifornimento..o a saltare in aria, chissà! 

 

La difficoltà maggiore indubbiamente in un tipo di competizione come questa sta nel seguire le indicazioni del GPS mentre si guida. La guida da off road è per lo più in piedi. Ecco vi immaginate cosa voglia dire guidare in piedi con un fondo stradale fatto di pietre dove quindi ti vibra anche la testa e mentre cerchi di scovare gli imprevisti in agguato devi pure controllare il navigatore posizionato sul manubrio? Lode a  Elisa in questo che era veramente brava e ancora mi chiedo come facesse.

In sostanza guidi seguendo una freccina stronza che in un attimo vaga nel nulla se sbagli strada. Penserete cosa ci vorrà mai a seguire un strada. Sono d’accordo, ma quando sei su una strada asfaltata e improvvisamente parte uno sterrato tra gli alberi completamente nascosto o quando sei a un bivio in una stradina tra i monti e una via sale e l’altra scende vi posso garantire che non è per niente facile.  E per ogni deviazione i metri di errore si sommano cambiando in una attimo la classifica generale dei team.

Extra punti

Ma non è finita qui! Perché il punteggio poteva aumentare anche grazie a degli extra bonus dati da prove che non avevano nulla a che fare con la guida.

Tra queste la prova “coraggio”, diciamo così, tenutasi al parco avventura alle Terres d’Amanar , tra carrucole e ponti tibetani e la scuola di danza del ventre a Marrakech.  Ma i punteggi non ve li dico!  Alla fine ricordiamoci che comunque era una gara. Chi avrà vinto? Su moto.it tutti i video!