Questa è la parte più difficile. Perché se allenare il corpo una volta sconfitta la pigrizia è un gioco da ragazzi, allenare la mente non è altrettanto facile. 

 

“Dobbiamo abituarla a pensare positivo e modificare gli atteggiamenti negativi, dobbiamo imparare a lavorare su noi stessi per riportare i nostri parametri  in equilibrio” suggerisce la dott.ssa Claudia Tirone dell’ unità operativa di psicologia dello Sport.

 

Ma di cosa sto parlando esattamente? Di controllare la paura. L’eterno conflitto tra il pensare quanto sia bello guidare una moto in totale libertà ed i rischi che questo comporta non sparisce mai del tutto. Anche quando sembra superato basta una curva improvvisa, un pericolo inaspettato, il rischio di una caduta per riportarti in allerta. L’ansia sopraggiunge in un attimo ed è ancora maggiore quando si è agli inizi, quando oltre alla paura di cadere c’è quella di non farcela. Ma tranquille, è tutto normale! Come ci racconta Federica, psicologa e allieva di Donneinsella, “Quando ho chiesto a Fausto Ricci se avesse paura prima di una gara mi rispose senza esitazioni : “Sempre. Solo gli stupidi non hanno paura”. Leviamoci quindi l’idea che non si debba avere paura. La paura è una reazione sana dell’organismo che deve affrontare uno stimolo potenzialmente pericoloso. 

 

 

 

 

È una emozione così importante da attivare tutto l’organismo. Dal sistema limbico (chiamato anche cervello primitivo e che condividiamo con altre specie, come i primati) fondamentale per la memoria,  al sistema nervoso simpatico preposto a reagire mantenendo l’organismo in uno stato di allerta che attiva tutti i sensi.  L’adrenalina è uno dei neuro trasmettitori coinvolti in questa reazione. Per cui, andando in moto, proviamo  un brivido lungo la schiena dovuto alla situazione di allerta alla quale siamo esposti, misto ad una sensazione di piacere dato dalle endorfine prodotte da noi per far fronte alla fatica. 

 

Questo significa che non dobbiamo bloccarci di fronte alla paura di guidare una moto, in quanto reazione normale, sana e adattativa.”

 

Quindi  “basta” solo trovare la maniera di non preoccuparsi tanto. Esiste? A quanto pare sì. 

 

“E’ possibile attraverso una serie di esercizi di allenamento mentale che si svolgono in più fasi. Il processo consiste nel diventare maggiormente consapevoli del nostro corpo e dei nostri pensieri, trasformare le sensazioni negative in positive ed entrare in uno stato di massima sincronia tra corpo mente e ambiente.

 

Se per esempio suggerisco a me stessa di fare attenzione a non cadere, il pensiero si focalizza sul “non” così il corpo mette in atto una serie di movimenti tali da far aumentare la tensione muscolare e rende rigida la guida. Se invece il mio pensiero sarà rivolto allo stare attenta a tutto ciò che mi circonda ,la mente ed il corpo lo percepiranno in maniera differente. Gestire l’ansia insomma è possibile a patto che ci si renda conto che non tutto può essere sotto controllo, quello che dipende da noi sì, tutto il resto, come il meteo, no!” Cit. Dott. ssa Tirone

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