Non basta la moto, più o meno attrezzata, per raggiungere la “buca” .E per quanto la voglia di arrivarci sia sicuramente un fondamentale punto di partenza, se non è unita a un abbigliamento adeguato alle temperature da affrontare , il viaggio potrebbe risultare compromesso.

 

Come già citato nell’articolo apparso su terzo numero di Donneinsella Magazine , una buona strategia è quella di vestirsi “a cipolla”, cioè indossare più capi con la loro specificità uno sopra l’altro, partendo da intimo termico, volendo e potendo abbigliamento riscaldato, pile, sistemi windstopper e/o goretex.

CORPO

Intimo

Siamo fortunati: fino a qualche anno fa dovevamo ricorrere a maglioni anche molto ingombranti e calzamaglie in lana pruriginose per tenerci al caldo, mentre ora possiamo usufruire di abbigliamento termico/tecnico, decisamente meno “impacciante”, fino a partire dall’intimo.

Questi capi inoltre sono prodotti con tessuti sintetici, che espellono il sudore, e questo ci permette di rimanere asciutti ed evitare facili congelamenti altrimenti. Solitamente alla maglia termica si abbina anche un pantalone/calzamaglia dello stesso tessuto. Una sottotuta quindi aiuta a conservare la propria temperatura corporea, creando un isolamento dall’abbigliamento esterno che sta a contatto con l’aria fredda e a volte con l’acqua o la neve.

Abbigliamento strato intermedio

Il pile e il micropile sono i tessuti più utilizzati in questi ultimi anni per affrontare il freddo, sia nella vita quotidiana che in ambito sportivo. Sono molto amati anche dai motoviaggiatori invernali per il loro rapporto calore trattenuto/spessore, oltre che per la leggerezza e la praticità, permettondone l’uso (anche multiplo) sotto ghiacche e pantaloni da moto. Come difetto questi tessuti hanno che non trattengono né il vento né l’aria, e per questo è bene abbinarli a windstopper e goretex.

Abbigliamento elettrico

In alternativa o in aggiunta ci viene incontro ancora una volta la tecnologia, grazie alla quale ora troviamo in commercio anche l’abbigliamento riscaldato. Si tratta di gilet, oppure maglie/giacchini a maniche lunghe e anche pantaloni che si collegano a cavi (venduti assieme o separatamente all’abbigliamento a seconda della marca) opportunamente collegati alla batteria della moto. Esiste anche la possibilità di utilizzare delle batterie, cosa attraente perché ti permettono di utilizzare il sistema riscaldante anche se non collegato alla moto, ma purtroppo la durata delle batterie è ridotta (2-4 ore) e il costo è notevole (80-120€) il che scoraggia l’acquisto di più batterie.

Molti “veri e duri motociclisti” si sono approciati a fatica a questi ultimi ritrovati … ma ora non ci pensano proprio a rinunciarvi !

Giacca

Oramai la maggior parte delle giacche invernali in commercio sono a 3 strati: lo strato più interno, l’imbottitura, svolge la sua funzione termica, lo strato intermedio ha la funzione impermeabile ma traspirante, lo strato esterno, la cordura, svolge la funzione di protezione.

In aggiunta, molti motoviaggiatori invernali, non disdegnano di mettere sotto alla giacca un piumino, e sopra la giacca un antipioggia, con la multipla funzione di riparare la giacca dalle intemperie (pioggia, neve, vento) e dal sale riversato nelle strade. 

Pantaloni

Anche nel caso dei pantaloni sarebbe preferibile un capo a 3 strati come indicato per la giacca. Per le gambe però è più diffuso il faidate, creando gli strati con pantaloni già a disposizione, come pile, pantaloni da neve o antipioggia, sotto magari a dei pantaloni da moto una taglia più grandi.

Coprigambe

Inizialmente malvisti dai motociclisti, i coprigambe, o termoscud, originariamente prodotti per gli scooter, cominciano ad essere apprezzati da chi va parecchio in moto d’inverno. Sono esternamente impermeabili e internamente tengono caldo come una coperta; cosicché c’è chi rinuncia a qualche strato nei pantaloni ottenendo di contro una maggior agilità; possono arrivare fino ai piedi, nel qual caso aiutano a ridurre l’effetto di raffreddamento di quest’ultimi.

 

MANI

Tenere al caldo le mani è fondamentale. Dobbiamo mantenere la sensibilità delle mani per la guida della moto, ma non solo: avere le mani congelate mina il benessere del resto del corpo e della psiche.

Manopole riscaldate + moffole

Una soluzione prevede l’uso di manopole riscaldate (sostituiscono le manopole originali e sono collegate alla batteria della moto) assolutamente associate alla “moffole” (o coprimanopole) che mantengono il calore attorno alla mano e permettono l’uso di guanti meno imbottiti, beneficiando di una maggior sensibilità nella guida. Questa soluzione, molto apprezzata dai più, permette di riscaldare il palmo della mando e abbastanza le dita, ma non il dorso.

Guanti riscaldati + moffole

I guanti riscaldati sono un’altra ottima soluzione, sempre associati alle moffole che riducono la dispersione del calore durante la guida. In questo caso rimane al caldo anche il dorso della mano, oltre al palmo e alle dita. Anche i guanti, come l’abbigliamento precedentemente descritto, richiedono un collegamento alla batteria della moto tramite cavi opportuni (estremamente facile da fare) o apposite batterie.

PIEDI

Calze

Esistono calze tecniche/termiche, in pile, windstopper e calze riscaldate elettricamente. Sia che usiate più paia di calzini insieme sia che utilizziate calze termiche dovete prevedere stivali con una o due taglie in più. Attenzione a non fare l’errore di utilizzare più calzini stringendo così troppo il piede, potreste ottenere l’effetto opposto rendendo difficoltosa la circolazione del sangue e non permettendo così al piede di scaldarsi.

Scaldini termici

Gli scaldini termici per piedi (non generici) sono un valido aiuto, se non indispensabile, per sopportare il freddo dentro gli stivali.

Stivali

Ci sono stivali da moto dichiarati per l’inverno, in goretex, per enduro stradali, ma non adatti alle basse temperature che si potrebbero trovare all’Elefantentreffen. È per questo che è necessario unire le strategie delle calze, degli scaldini e magari usare anche i copriscarpe antipioggia come aiuto per fare stare caldi i piedi. 

C’è chi opta di partire direttamente con scarpe altamente tecniche per basse temperature, anche se non specifiche da moto, prodotte per sopportare i 40 gradi sotto 0.

Consigliato avere sempre con sé un buon numero di scaldini chimici per svariate parti del corpo, e la nostra, sacra, tuta (o giacca/pantaloni) antipioggia.